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SOLIDO COME LA ROCCIA?

La roccia è la metafora che più è stata usata per rappresentare la materia nella sua forma di apparente compattezza, come si credeva che fosse prima della teoria della relatività di Einstein e degli sviluppi susseguenti della fisica moderna.
Una materia fatta di atomi e particelle di cui si poteva conoscere ogni caratteristica, bastava soltanto studiarla a fondo: essa era una realtà ben definita, con una sua propria identità completamente separata da chi la osservava.

Nei primi 30 anni del secolo scorso Planck prima ed Einstein dopo posero le basi di una vera e propria rivoluzione, in particolare con la teoria della relatività di Einstein e la sua celebre formula: E = MC2 (E= energia; M=massa, materia; C= costante, pari alla velocità della luce). L'energia è uguale alla materia moltiplicato una costante, ovvero la materia e l'energia sono due volti della stessa realtà. La materia si può trasformare in energia e l'energia in materia, e possiamo calcolare con esattezza quanta materia corrisponde a una certa energia, e viceversa.
La teoria della relatività è ormai confermata da numerosi esperimenti scientifici. Si è riusciti a trasformare la materia in energia (nella bomba atomica in cui la materia si trasforma in energia, un'energia enorme e devastante), ma anche l'energia in materia (in alcuni esperimenti i fisici hanno trasformato le radiazioni cosmiche, che sono energia, in particelle di materia)

Così la materia perde quel valore di compattezza che per secoli aveva avuto nella fisica classica, ed acquista un valore più fluido: essa è principalmente energia che "appare" come qualcosa di compatto, ma non lo è nella sua natura più intrinseca.
L'universo che ci circonda, gli oggetti e lo stesso nostro corpo sono quindi forme diverse della stessa energia fondamentale, e sembrano separati dal resto e con un aspetto nettamente solido e pesante, mentre in realtà è etereo e impalpabile. Tale aspetto solido è dovuto al fatto che gli elettroni contenuti in un atomo girano intorno al nucleo a velocità altissime, circa 900 Km al secondo, e quindi l'atomo ci appare come una sfera (proprio come l'elica dell'aereo che sembra un disco piatto). Siccome è molto difficile comprimere un atomo avremo anche l'impressione che sia rigido.

La materia e l'energia sono dunque 2 aspetti di una identica realtà. Ogni singola particella di materia si trasforma continuamente in energia e viceversa, in un pulsare senza fine, una sorta di danza cosmica. Nel tempo in cui leggiamo questo testo ogni particella di noi stessi si è già trasformata in energia e poi nuovamente in materia infinite volte: la velocità dell'evento unitamente al fatto che i cambiamenti sono in genere impercettibili ci dà l'illusione dell'immutabilità delle cose.
Negli ultimi decenni gli esperimenti di diffusione ad alta energia ci hanno rivelato nel modo più straordinario la natura continuamente mutevole del mondo delle particelle: la materia si è dimostrata capace di trasformazione totale. Tutte le particelle possono essere trasformate in altre particelle, possono essere create dall'energia e possono scomparire in energia.

Nel contesto sopra descritto i concetti classici come "particella elementare", "sostanza materiale" o "oggetto isolato" hanno perduto il loro significato: l'intero universo appare come una rete dinamica di configurazioni di energia non separabili, ovvero un unico campo di energia che si manifesta in vario modo.
Il campo quantistico (da quantum, l'unità di misura dell'energia) è visto come l'entità fisica fondamentale: un mezzo continuo presente ovunque nello spazio. Le particelle sono soltanto condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia che vanno e vengono e di conseguenza perdono il loro carattere individuale e si dissolvono nel campo soggiacente ad esse.
Come disse Albert Einsten: "Noi possiamo perciò considerare la materia come costruita dalle regioni dello spazio nelle quali il campo è estremamente intenso... In questo nuovo tipo di fisica non c'è un luogo insieme per campo e materia poiché il campo è la sola realtà".
Una curiosità: come si può facilmente notare la concezione dei fenomeni fisici come manifestazioni effimere di una entità fondamentale soggiacente è perfettamente in sintonia con la concezione orientale del mondo, al punto che le enunciazioni di molti fisici potrebbero essere state pronunciate da qualche mistico orientale, e viceversa!


…O FLUIDO COME IL REIKI?

Ogni corpo, vivente o meno, emette onde elettromagnetiche dalla lunghezza d'onda facilmente calcolabile ("Legge del corpo nero"): questo vale anche per gli esseri umani, che emettono onde elettromagnetiche nello spettro degli infrarossi, con frequenza centrale di 9,4 micrometri (tale concetto è ben noto ai militari, che utilizzano visori agli infrarossi per individuare i soldati nemici di notte). Chiameremo "frequenze biocompatibili" quelle relative alla luce visibile ed agli infrarossi corti e lunghi, in quanto al di sopra ed al di sotto di tali lunghezze d'onda le onde elettromagnetiche non sono adatte agli esseri umani e possono risultare anzi dannose (si pensi alle emissioni degli elettrodotti, oppure ai raggi X).
In pratica il corpo dell'operatore Reiki si comporta come un trasformatore di energia, che capta le onde elettromagnetiche presenti nell'aria di frequenza molto alta (ad esempio quelle comprese nella gamma degli ultravioletti e nella luce visibile) trasformandole in onde con frequenza più bassa ma che penetrano più facilmente i corpi.
Tali onde vengono incanalate attraverso la testa e le braccia, per uscire dalle mani in una frequenza compresa tra quelle biocompatibili, la stessa frequenza degli organi sottostanti le mani.

Perché allora dalle mani dell'operatore Reiki non esce anche luce visibile, ma solo radiazioni infrarosse? Anche questo fenomeno è spiegato da leggi fisiche ben note: più di un secolo fa era nota la regola di George G. Stokes secondo cui la frequenza della luce emessa da una sostanza luminescente non può essere maggiore di quella della luce incidente. La teoria dei quanti di Einstein riuscì a spiegare questo risultato, con la cosidetta "Legge della fotoluminescenza", secondo la quale "se la sostanza fotoluminescente non va considerata sorgente continua di energia, l'energia di un quanto di energia emesso non può essere, in base al principio della conservazione dell'energia, più grande di quella di un quanto di energia incidente..." che in pratica vuol dire che le onde elettromagnetiche, quando attraversano una sostanza che non sia essa stessa sorgente autonoma di energia (il corpo umano non lo è) devono per forza uscire con una frequenza minore. Siccome noi siamo compatibili, in ordine di frequenza, con la luce visibile, gli infrarossi corti e quelli lunghi, per forza nelle emissioni del reikista la luce visibile non ci sarà (sarà trasformata in infrarossi, che hanno frequenza minore).

E' interessante notare come le cure basate sull'irradiazione del paziente con onde elettromagnetiche biocompatibili, prodotte da appositi macchinari, inizino ad essere usate negli ospedali (da non confondersi con le radiazioni di frequenza superiore all'infrarosso, le così dette radiazioni ionizzanti, utilizzate da tempo in medicina come terapia antitumore od altro). Nell'Ospedale Molinette di Torino in particolare è in funzione una macchina di questo tipo per il trattamento delle più varie patologie: dall'artrosi, coxartrosi, meniscosi, alle fratture ed all'insonnia cronica. Una verifica sperimentale effettuata su 706 pazienti per saggiare il grado di efficacia della cura mediante onde elettromagnetiche ha rilevato nel 97% dei casi una risoluzione della sintomatologia che è rimasta stabile ai controlli a distanza di sei mesi della cessazione della terapia (1). Un analogo studio è stato portato a termine nel 1998 dall'Università di Bologna sulle patologie del rachide, con risultato positivo nella stessa percentuale di casi (2).
La corretta regolazione di tale macchinario è molto problematica, perché ogni organo e patologia richiede una lunghezza d'onda diversa, da calcolarsi molto precisamente per avere effetti terapeutici. Da qualche anno sono in commercio versioni molto più semplici, con un prezzo relativamente accessibile anche ai privati e che funzionano egregiamente: personalmente ne uso una in aggiunta al Reiki (ad es. la notte, mentre dormo) e ne ho tratto beneficio, ma il Reiki per il momento rimane più efficace delle sue imitazioni, soprattutto per la sfera psicologica.

Per approfondire i legami tra fisica e pensiero orientale:
Il Tao della fisica - F. Capra (ed. Adelphi)

Per informarsi rispetto alle ricerche scientifiche sul Reiki: leggi gli studi controllati sull'efficacia del Reiki

Se ti piacciono le ricerche scientifiche sulle tecniche orientali in generale: leggi le ricerche sugli effetti della meditazione sul nostro cervello.


Un sentito ringraziamento al Dott. G. Careglio, reikista appassionato e fisico ricercatore di grande esperienza, senza la cui collaborazione sarebbe stata impossibile la redazione di questo capitolo. (3)

NOTE

(1) Per ulteriori informazioni: Dott. S. Brogli, Div. Ortopedia dell'Ospedale Molinette di Torino.

(2) Università di Bologna, Dipartimento di Fisiologia umana e generale: "Effetti di una nuova terapia fisica su patologie del rachide, nell'uomo" - E. Riva Sanseverino, P. Castellacci.

(3) Dott. G. Careglio: titolare di numerosi brevetti industriali e pubblicazioni scientifiche, ha lavorato fino al 1970 come ricercatore nella divisione Ricerche Fisiche ed Esplorative della 3M (Minnesota Mining Manufacturing) nel campo delle radiazioni ionizzanti e della luce visibile. Dal 1970, presso la Wabco Westinghouse di Torino, si è occupato di ricerche sulle onde elettromagnetiche non ionizzanti; attualmente è consulente e specialista di compatibilità elettromagnetica per apparecchiature industriali. Ultimamente ha esteso le sue ricerche alla biocompatibilità elettromagnetica, cioè agli effetti biologici conseguenti all'esposizione umana ai campi elettromagnetici.

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